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La Psicoterapia

dipendenza da gioco, problemi di coppia, fobie

Sensazioni di tristezza, ansia, angoscia che ostacolano la propria vita, problemi nel rapporto di coppia o nei rapporti famigliari o amicali, uso di droghe, comportamenti dipendenti o che nuociono a se stessi, problemi alimentari, sono alcune delle condizioni di sofferenza psichica più comuni. Le diverse manifestazioni psicopatologiche possono essere definite come condizioni esistenziali di malessere che impediscono all'individuo di realizzarsi appieno nell'ambito della propria vita affettiva, sociale e/o lavorativa.

Se ci si riconosce in questo quadro è il momento di iniziare un percorso di psicoterapia.

La psicoterapia è uno strumento ampiamente riconosciuto per affrontare i problemi psicologici e relazionali che una persona può incontrare nel corso della propria vita e che possono influire anche pesantemente sulla qualità della vita stessa.

La psicoterapia adleriana, di stampo psicodinamico, si propone di curare il sintomo attraverso la comprensione profonda del significato che esso ha in rapporto allo stile di vita unico e originale di ciascuna persona. L'idea di fondo è che sintomi anche apparentemente simili non possano essere curati con delle tecniche standard, perchè ogni manifestazione comportamentale assume un diverso significato in rapporto alla persona che la mette in atto. Ogni individuo è unico e irripetibile, così come lo sono i suoi vissuti, i suoi dolori, le sue gioie, il suo modo di rapportarsi agli altri e al mondo che lo circonda.

Un percorso di psicoterapia è quindi ogni volta un atto creativo che, grazie all'atteggiamento caldo, empatico e incoraggiante del terapeuta, aiuta il paziente a comprendere il significato profondo del proprio comportamento sintomatico e a intravedere possibilità differenti e più armoniche di stare nel mondo. Utilizzando la parola, l'ascolto, la relazione in un'ottica incoraggiante, lo psicoterapeuta adleriano aiuta il paziente a ritrovare la fiducia nelle sue potenzialità e dà vita a un processo di consapevole trasformazione, da parte del paziente, del suo stile di vita disfunzionale.


La psicoterapia adleriana è una psicoterapia del profondo perché si pone l'obiettivo di favorire il benessere della persona, non attraverso l'utilizzo di tecniche di cura di superficie, centrate sul sintomo, ma alimentando meccanismi di cambiamento interiore.

Attraverso la scoperta delle proprie aree interne profonde, l'armonizzazione delle aree sconosciute, non utilizzate o in conflitto tra loro, la fortificazione del proprio io, la persona potrà sperimentare una riduzione della sofferenza e dei segnali di disagio. Il percorso di cura permetterà al soggetto di sperimentare, proprio all'interno della relazione terapeutica, come in un laboratorio, le sue peculiari modalità di relazione con persone e situazioni ed attiverà i meccanismi automatici in un contesto diverso che lo sosterrà alla scoperta di nuovi stili relazionali più vitali.

 

Problemi Trattati

Etichettare e dare un nome diagnostico ai problemi psicologici non è una priorità di uno psicoterapeuta adleriano che preferisce concentrarsi sull'originalità dello stile di vita di ciascuna persona e comprendere il sintomo in rapporto alla specificità di ognuno.

Mi sembra giusto tuttavia elencare gli ambiti nei quali il mio intervento risulta più efficace e nei quali ho maturato una specifica preparazione:

  • Disturbi d'ansia (ansia generalizzata, fobie specifiche, ansia sociale e paura di arrossire, attacchi di panico, ipocondria)
  • Depressione
  • Disturbi da somatizzazione
  • Disturbo postraumatico da stress
  • Disturbo borderline di personalità
  • Problemi relazionali (problemi nel rapporto di coppia, problemi nel rapporto genitori – figli, problemi nei rapporti amicali, problemi nell'interazione con colleghi, mobbing e simili)
  • Problemi di autostima
  • Dipendenza dal gioco (ludopatia)
  • Dipendenza affettiva
  • Elaborazione del lutto
  • Accettazione della malattia
  • Problematiche del caregiver (chi si prende cura di un familiare malato o anziano)

 

Il Counseling

fobie, depressioni, attacchi di panico

Nei momenti di difficoltà, anche chi ha una personalità ben strutturata, può trovarsi di fronte a situazioni apparentemente insostenibili. Ci si può sentire soli, incapaci di affrontare il problema che è subentrato nella nostra vita o di prendere la decisione giusta.

Quando si ha bisogno di un aiuto per affrontare un momento di crisi, un percorso di sostegno psicologico è la strada giusta per ritrovare la serenità.

Il counseling è una relazione di aiuto che si caratterizza per la breve durata, rispetto alla psicoterapia e si pone l’obiettivo di sostenere una persona in una fase di vita difficile (ad esempio: l’insorgere di una malattia propria o di un familiare, un lutto, una separazione) alleviando il peso di preoccupazioni e dolori grazie alla condivisione con un ascoltatore attento, sensibile e partecipe.

Nel counseling si resta centrati sul problema attuale della persona e la si sostiene e accompagna nel processo di un’autonoma ricerca di soluzione o trasformazione. Partendo dal presupposto che una persona ha già in sé le risorse necessarie, il counseling si propone di creare le condizioni per farle emergere. Il malessere individuale non è visto solo come disagio da eliminare, ma come punto di partenza di un percorso di riorganizzazione interna, verso la riappropriazione di quel potenziale di creatività e saggezza che permette di dare risposte nuove e opportune alla vita.

Il Modello Quadrifasico Adleriano di Counseling (M.Q.A.C.) si compone di quattro fasi:

FASE SE ( Simmetria Empatica): mira a creare uno stato relazionale fondato sulla fiducia e sulla reciprocità empatica tra terapeuta e paziente, attraverso la pratica dell’ascolto attivo e dell’accettazione incondizionata;

FASE IE ( Incoraggiamento Esplorativo): viene incentivata nel paziente l’esplorazione della sua situazione di disagio, attraverso l’analisi del proprio stile di pensiero e di comportamento;

FASE RM ( Riorientamento Motivazionale): è incentrata sul riconoscimento delle distorsioni cognitive, che possono essere messe in atto dal paziente; mira a smascherare le trappole cognitive, consentendo di far prendere coscienza dei meccanismi disfunzionali che si agiscono, degli autosabotaggi messi in atto impiegando le proprie risorse ed energie dal “lato non utile della vita” (Adler);

FASE IT ( Iniziativa Trasformativa): si tratta di elaborare insieme al paziente un piano concreto di cambiamento.

L’intervento di counseling adlerianamente orientato enfatizza l’importanza dell’autopercezione, dell’autodeterminazione e dell’autocontrollo. Pertanto il risultato finale è misurabile soprattutto attraverso il grado in cui la persona si percepisce capace di azioni “razionali” e positive, più soddisfatta, più fiduciosa in se stessa, più capace di vivere una vita serena e socialmente integra.

 

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